La mia esperienza da volontario: i dove e i come di quest’anno

esperienza da volontario

Ho pensato molto all’argomento da trattare oggi. Ad ogni modo, dopo vari ragionamenti, ho deciso di approfondire il piccolo stralcio riguardo all’essere un volontario che ho dedicato nel post di fine anno. Lì, infatti, ho parlato del mio coinvolgimento in diverse attività di volontariato, elencandole, e come questa fosse per me una esperienza sia istruttiva che spensierata.

Durante quest’anno ho infatti collaborato, come volontario, per il Cepim Torino e Asai Torino. Questo non contando chiaramente l’impegno che ogni anno rinnovo per Arcigay Torino e per il Coordinamento Torino Pride, ma di quelli ho già parlato e continuerò a parlare – e questo articolo si baserà principalmente sulle attività nuove che ho svolto quest’anno. Fra cui troviamo queste due.

Asai e Cepim: cosa sono e perché ho fatto il volontario proprio qui

Perché fare il volontario

L’Asai è una associazione multiculturale che si occupa, nei pomeriggi, di offrire uno sportello doposcuola agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Le elementari si ritrovano il sabato mattina, le medie il martedì e il venerdì e le superiori il mercoledì. Il giovedì è invece un giorno particolare dedicato a chi frequenta la classe prima delle scuole medie. I primini, ‘nsomma.
Asai si adopera anche per organizzare campi estivi e invernali.

Il Cepim è una associazione che si occupa di avviare laboratori didattici e formativi per le persone con la sindrome di Down. Si svolgono anche dei campi estivi a cui partecipano volontari e ragazzi e la struttura è organizzata in gruppi di autonomia, laboratori di teatro, motricità e molto altro. E’ una delle strutture più conosciute per quanto riguarda i laboratori dediti all’autonomia dei ragazzi con la sindrome di Down.

Ho deciso di fare il volontario in questi due luoghi perché mi piace fingermi professorino ed aiutare gli altri in tutto ciò che posso.

Asai

Asai Torino

In Asai, a Ottobre, ho iniziato dicendo “il 6 è il mio compleanno”. Non il migliore degli inizi per un volontario, diciamo, dato che il 6 ottobre 2015 era proprio il giorno d’inizio per quanto riguardava il doposcula medie.

La settimana successiva ho conosciuto il ragazzino a cui ero stato affiancato. Fa la seconda media. E, dato che non avevo partecipato alla prima lezione introduttiva, mi sentivo totalmente spaesato. La prima cosa che gli ho chiesto è stata “Mh, ok… questa è la mia prima volta. Che si fa?”. Che suona un po’ ambigua come frase, ma non importa.

Dopo avermi spiegato che dovevo controllargli il diario e proseguire nei compiti, abbiamo iniziato. Tristemente aveva da studiare Tecnologie, una materia cui utilità mi è dubbia. Ad ogni modo, da lì, mi è sorto un dubbio che ho continuato a mantenere per tutto il resto dell’anno: ma come si insegna a qualcuno come studiare?

Effettivamente è una domanda difficile, anche perché io sono abbastanza critico nel metodo secondo cui funziona la scuola Italiana. Non lo trovo né istruttivo né coinvolgente, ergo mi veniva difficile riuscire a trovare un modo per non essere noioso e da “leggi e ripeti”, perché quello è esattamente il metodo in cui tutti impariamo a studiare. Metodo che risulta poco proficuo e molto spendaccione di tempo, ma che non sapevo se era possibile scavalcare in così poco tempo alla settimana.

Quindi ho iniziato a studiare tecniche di memorizzazione veloce e ho iniziato a studiare un po’ di più anche io. Tuttavia, nel corso del tempo, sono riuscito solo a dare piccoli accenni ad un metodo di studio più coinvolgente, in quanto anche io ne sto cercando uno che oltre a convincere me – perché in realtà a me studiare viene abbastanza facile anche col leggi e ripeti una volta – possa convincere anche gli altri.

Dopo qualche mese con lui, mi sono stati assegnati anche una ragazza di terza media, che farà una tesina sugli Stati Uniti (ricordo la frase “in teoria puoi farla anche sull’informatica, sì, ma non te la accetteranno mai”… come volevasi dimostrare), e un ragazzino di prima media.

Questo ha portato la mia presenza in Asai ad aumentare notevolmente (mia scelta, eh). Sono infatti stato impegnato in Asai, salvo eccezioni per problemi personali o giornate un po’ no, ogni martedì e venerdì dalle 15 fino alle 18.

Il ragazzo che ho seguito di più e che ho sentito di dover seguire di più, comunque, è quello di prima. Entrambi i ragazzi che ho citato prima andavano bene a scuola e non avevano bisogno di particolari ripetizioni, mentre quando si cambia dalle elementari alle medie lo shock è molto maggiore ed è dovuto, oltre ai compiti, anche ai compagni che cambiano e alla struttura in cui ti trovi.

Alla fine, purtroppo, non tutti e tre sono stati promossi. E un po’ di amarezza è rimasta anche a me, dato che anche se sai non essere colpa tua, quando sai che qualcuno non è riuscito a raggiungere un obiettivo anche se c’eri tu ad aiutarlo, è un sensazione che non si prospetta esattamente come positiva.

Abbiamo poi concluso con una riunione finale dell’anno, mangiando una torta al limone di cui mi sono ingozzato e parlando dei problemi e dei vantaggi di Asai Torino.

Cepim

CEPIM TORINO

Al Cepim ho iniziato il 14 ottobre. Al contrario di Asai, solo una volta a settimana – il mercoledì.

Il laboratorio in cui sono stato inserito è quello di autonomia. Ergo quel laboratorio dove si svolgono una serie di attività con i ragazzi per comprendere il valore dell’autonomia e raggiungerla a pieno nel corso dell’anno o degli anni necessari. Personalmente, sono stato il fratello (si chiamano così i volontari) di Mario.

Durante l’anno l’associazione ha avuto anche diversi momenti di formazione, alcuni facoltativi altri obbligatori per i nuovi volontari, dove mi è stato possibile confrontarmi e conoscere di più per quanto riguarda non solo la sindrome ma l’importanza del modo in cui si insegnano e trasmettono le informazioni. In base alla persona, alla situazione e alle nostre capacità individuali.

Ricordo bene un incontro in cui ci sono stati mostrati diversi spezzoni di cartoni animati o film in cui era presente la figura di un educatore o un’educatrice. Alla fine degli stessi dovevamo dare un parere sul metodo istruttivo e su quali fossero i pro e i contro dello stesso.

E’ stata un’attività che mi è piaciuta un sacco soprattutto per il confronto – pacifico seppur fossimo tantissime persone in una palestra, di sera, alcuni stanchi morti dopo il laboratorio di autonomia.

Vi spoilero uno dei miei commenti per srappare una risata: quando si è parlato del serpente nel libro della Giungla, ho commentato con “Niente di ciò che fa è da ritenere positivo”, o qualcosa del genere, e ho messo una croce gigante sopra al quadrato dei pro, mentre ho scritto – nei contro – “tutto”.


Ho deciso di trattare l’argomento perché ho ricevuto, anche se poche volte, delle richieste da parte di persone che volevano iniziare o curiosare sul dove fare il volontario o la volontaria . Magari per i crediti a scuola, o anche solo perché si vuole dare una parte del proprio tempo libero ad una causa.

Per trovare ulteriori possibilità di volontariato consultate il sito dei volontariati a Torino.

Cosa farò il prossimo anno

ASPETTI POSITIVI

Devo ammettere che, seppur sia stato formativo al 100% e gratificante, mantenere tutti gli impegni da volontario senza rinunciare ad avere del tempo libero a volte è stato impossibile. Mi son trovato a dover dare buca alle associazioni anche solo per una gita scolastica o per un progetto fuori classe o, alcune volte, anche perché ogni tanto mi va di uscire con gli amici.

Per cui, sicuramente il prossimo anno non continuerò con questa frequenza. Ma non voglio assolutamente rinunciare ad essere un volontario – esperienza che consiglio a tutti anche solo una volta ogni due settimane o una volta al mese. Per questo, valuterò se cambiare e fare il volontario presso una Casa che ospita bambini malati di tumore a Torino o se, comunque, continuare con le due associazioni sopra esposte ed aggiungere questa.

Fatto sta che quest’anno è stato intenso, faticoso ma anche proficuo. Sia a livello personale, perché al momento sono più che felice della mia vita e degli obiettivi raggiunti, sia a livello associazionistico, in quanto sono adesso parte di un nuovo progetto appena partito di cui vi parlerò non appena ne avrò l’opportunità. Probabilmente a inizio Luglio!

Sperando che questo articolo vi abbia ispirato o per lo meno intrattenuto, vi auguro una buona giornata 🙂

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